Intervista ai Soundrise

intervista | 06/05/2013 | Alessio Bardelli | Roba da Rocker

I Soundrise sono una band triestina che propone musica propria, il cui genere è una fusione tra hard e progressive rock, il tutto contaminato dal mix di gusti musicali dei suoi componenti.
Nel settembre 2012 esce ‚ÄúTimelapse‚ÄĚ, primo album dei Soundrise. Il disco, scritto a sei mani da Bosello, Calandra e Malabotta, √® totalmente autoprodotto.

Ecco l’intervista per Roba da Rocker a cui risponde Dario, chitarrista della band.

 

Ciao ragazzi, e grazie per l’intervista
Ciao e grazie a voi per lo spazio che ci dedicate.

 

Come nascono i Soundrise?
I Soundrise sono nati nel giugno 2003, quasi per gioco, quando Walter¬†Bosello (cantante) si √® unito al gruppetto di principianti che avevo¬†radunato pochi mesi prima. In principio suonavamo esclusivamente cover¬†rock e hard rock (Queen, Deep Purple, Aerosmith e via discorrendo). Poi, un po’ per volta, spronati dalla grande vena creativa di Walter, abbiamo cominciato a comporre brani nostri finch√®, alla fine del 2007, abbiamo deciso di abbandonare le cover per diventare in tutto e per tutto una original band.

 

Quali sono le vostre influenze musicali?
Sono estremamente varie e numerose, ogni componente contribuisce con le proprie. Andiamo dal brit rock dei Queen all’hard rock dei Deep Purple, dal progressive rock degli Yes fino a quello mettallaro dei Dream Theater, dal pop-rock dei Toto al metal dei Faith No More passando poi per mostri sacri come Pink Floyd, Led Zeppelin, Genesis, ELP e tanti altri… Sicuramente la nostra vena progressive √® figlia¬†di questa eterogeneit√†.

 

Nella band ci sono stati vari cambi di formazione. Come hanno influito sul vostro sound?
Nei primi anni i cambiamenti sono stati “fisiologici”: il progetto era nato come un passatempo e si era poi trasformato in una cosa seria, alcuni abbandoni erano inevitabili.
Il primo cambio che ha dato una svolta al nostro sound √® avvenuto all’inizio del 2008, quando siamo passati da 6 a 5 componenti, togliendo la figura del secondo chitarrista. Questo fatto ci ha dato l’occasione di riarrangiare i nostri brani rendendoli pi√Ļ nitidi e¬†incisivi. Poi c’√® stato il biennio tra il 2009 ed il 2011, in cui¬†eravamo solo Walter (voce), Massimo (batteria) ed io, durante il quale abbiamo avuto modo di lavorare sui dettagli e sui suoni, dando maggior¬†definizione al nostro sound. Quello √® stato un periodo molto duro ma anche di grande crescita per noi. Oggi, con l’arrivo di Stefano (tastiere) e Giorgio (basso), ci stiamo ulteriormente evolvendo e non ho dubbi che nel prossimo album sar√† possibile apprezzare tale mutamento.

 

Il vostro genere è un mix tra prog e hard rock, ottimamente miscelato.
Quant’√® importante sperimentare nuovi suoni per voi?
E’ assolutamente molto importante. La ricerca di un mix tra quelli che sono i nostri gusti ci da l’occasione di sperimentare nuove sonorit√† e scrivere brani orecchiabili ma non monotoni o banali. C’√® da dire, comunque, che √® una cosa che ci viene abbastanza naturale.

 

Parlateci del vostro album Timelapse
Timelapse √® il nostro album d’esordio e contiene una buona fetta della¬†nostra storia: dalla nascita (“Time to make” √® uno di nostri primissimi brani) fino al 2010. Per questo √® forse pi√Ļ una “collezione” che un album in senso classico. Il titolo significa appunto “lasso di tempo” e ascoltandolo si possono percepire i vari stili compositivi che abbiamo attraversato durante questi anni. Anche l’artwork del disco √® ispirato a tale concetto. Inoltre, il tema di tempo viene evocato a pi√Ļ riprese durante la tracklist.¬†Quando abbiamo iniziato a lavorarci, nel 2010, voleva essere un “promo” fatto alla buona, da mandare alle etichette per farci conoscere e da regalare ad amici e parenti. Poi, man mano che lo producevamo, ha preso sempre pi√Ļ i connotati di un album vero e proprio, dall’audio fino al packaging. Anche per questo la lavorazione √® stata particolarmente lunga e l’uscita √® avvenuta appena nel settembre 2012.
E’ stata un’esperienza molto interessante ed educativa, abbiamo accumulato un sacco d’esperienza che sicuramente sfrutteremo nella realizzazione del prossimo album.

 

Prossimi concerti in programma?
Attualmente non abbiamo date in programma. Stiamo contattando i locali ed i club in giro per l’Italia e all’estero cos√¨ da organizzare un breve tour. Inoltre abbiamo appena finito di preparare una versione acustica del nostro live con il quale andare a suonare anche nei locali pi√Ļ piccoli e meno attrezzati.

 

Un aggettivo che vi descrive
Eclettici

 

Un consiglio che vi sentite di dare alle giovani band emergenti?
Di tener duro davanti alle difficolt√†, di essere tenaci e caparbi. Inoltre consigliamo di non svendersi o sminuirsi e di non farsi prendere in trappola dall’infinit√† di “specchietti per le allodole” che popolano questo mondo.

 

Cosa manca in italia per promuovere i giovani talenti musicali?
La cultura temo. Il grande pubblico nel nostro paese, o quantomeno nella nostra citt√†, preferisce le cover alla musica originale, manca la curiosit√† verso il nuovo. Di conseguenza, i locali danno pi√Ļ spazio¬†alle cover band, le quali assicurano un maggior afflusso di pubblico. Funziona al contrario rispetto a citt√† come Londra, dove i locali registrano il pienone quando ad esibirsi sono band che propongono i propri pezzi. Se ci fosse una cultura diversa, il mercato sarebbe ben pi√Ļ interessato alla musica emergente, che verrebbe quindi coltivata, promossa e spronata come merita.

 

A nome di Roba da Rocker vi ringraziamo. In bocca al lupo di cuore per quello che fate!!
Crepi il lupo e grazie a voi!